
07 Ott Pagamenti digitali per PMI: semplicità, integrazione e conversione
Semplicità, trasparenza e omnicanalità stanno diventando criteri sempre più importanti nella scelta dei servizi di pagamento, soprattutto per PMI e professionisti. Ne abbiamo parlato con Alberto Rescigno, General Manager Italy di Stancer, approfondendo l’ingresso della fintech nel mercato italiano e l’evoluzione delle esigenze di pagamento delle imprese.
Quali esigenze del mercato italiano hanno guidato l’ingresso di Stancer e la scelta di puntare su PMI e professionisti?
Il mercato italiano presenta un’opportunità interessante: i pagamenti digitali crescono rapidamente, mentre il tessuto imprenditoriale è composto soprattutto da micro e piccole imprese, spesso con volumi di transazione contenuti, irregolari o stagionali. Molte soluzioni esistenti sono invece pensate per merchant con volumi più elevati, con costi fissi, canoni hardware e contratti di lungo periodo.
È questo mismatch che ci ha portato a concentrarci su PMI e professionisti, offrendo una soluzione semplice, flessibile e proporzionata all’utilizzo: senza costi fissi né vincoli di lungo periodo, con un’unica piattaforma per gestire pagamenti online, da remoto e in presenza.
Per noi, questo segmento cerca soprattutto flessibilità, trasparenza e libertà, non semplicemente il prezzo più basso.
Come stanno evolvendo le esigenze di pagamento delle piccole imprese e cosa chiederanno sempre di più a un payment provider?
Le piccole imprese considereranno sempre più i pagamenti come parte integrante della gestione quotidiana del business, cercando non solo una soluzione per incassare, ma un’esperienza semplice e integrata.
Per questo, Stancer punta a riunire in un’unica piattaforma diversi casi d’uso: pagamenti online, payment link e pagamenti in presenza, anche da mobile con Tap to Pay. L’obiettivo è offrire un’esperienza coerente, con un onboarding semplice e la possibilità di gestire diversi canali senza moltiplicare gli strumenti.
Allo stesso tempo, crescerà la domanda di integrazione con i software già utilizzati dalle imprese. Il valore sarà quindi nella capacità di semplificare la gestione quotidiana: meno strumenti, più integrazione e maggiore visibilità sui pagamenti.
In quali ambiti gli ecommerce stanno investendo troppo e in quali, invece, stanno investendo ancora troppo poco?
Penso che la risposta passi dal distinguere tra acquisizione e conversione.
Molti e-commerce concentrano ancora gran parte degli investimenti sull’acquisizione: advertising, performance marketing e promozioni. Sono fondamentali, ma rischiano di perdere efficacia se l’esperienza tra carrello e pagamento introduce complessità o frizioni.
Vediamo quindi spazio per investire maggiormente nella fase finale della customer journey: checkout semplice, scelta dei metodi di pagamento, mobile experience, affidabilità e riduzione degli abbandoni. Il pagamento non dovrebbe essere percepito come l’ultimo passaggio tecnico, ma come parte integrante dell’esperienza cliente.
Dopo aver investito per portare un cliente fino al carrello, non ha senso perderlo negli ultimi metri. Il payment provider dovrà quindi contribuire non solo a processare la transazione, ma a renderla più semplice per il cliente e più efficiente per l’impresa.
