
04 Ott Product discovery e AI: come cambia la scelta nell’ecommerce
La product discovery sta passando dalla ricerca per parole chiave a un dialogo sempre più guidato dall’intelligenza artificiale, mentre brand e merchant cercano nuovi modi per incidere sulla scelta prima ancora del checkout. Ne abbiamo parlato con Michele Vincenzoni, Team Lead B2B Italy di idealo internet GmbH, approfondendo il ruolo dell’AI nella fase di confronto e il passaggio dal Retail Media al Decision Media.
Come cambia la product discovery quando una parte della scelta viene affidata all’AI?
Da una ricerca per parole chiave a un dialogo sui bisogni: è questo il cambiamento. L’utente non chiede più solo “qual è il prezzo?”, ma esprime contesto, priorità e vincoli; l’AI restringe il campo e costruisce una shortlist. Non sorprende che il 78% degli italiani consideri utile un assistente capace di spiegare i prodotti, confrontare le opzioni e trovare il prezzo migliore. Ma la velocità non basta: un assistente vale quanto i dati su cui lavora. L’app idealo in ChatGPT unisce conversazione, informazioni di prodotto e prezzi aggiornati, aiutando l’utente a scegliere meglio e portando ai merchant traffico più consapevole. L’AI non elimina il confronto: lo rende conversazionale.
Cosa cambia per brand e merchant nel passaggio dal Retail Media al Decision Media?
Il Retail Media presidia soprattutto ecosistemi di vendita; il Decision Media anticipa il momento in cui la scelta è ancora aperta. Su una piattaforma come idealo, l’utente sta decidendo contemporaneamente che cosa acquistare, a quale prezzo e da quale shop. Per un brand significa entrare nella considerazione di prodotto; per un merchant, competere sulla scelta del retailer. Non è una sostituzione del Retail Media, ma un’estensione a monte, nel punto in cui confronto e intenzione si incontrano. Con idealo Ads, questa fase diventa attivabile e misurabile attraverso formati integrati nell’esperienza di comparazione e chiaramente riconoscibili. In sintesi: non presidiare soltanto il checkout, ma contribuire alla decisione.
In quali ambiti gli ecommerce stanno investendo troppo e in quali, invece, stanno investendo ancora troppo poco?
Molti ecommerce investono ancora troppo nell’acquisizione di traffico come obiettivo in sé e troppo poco nella qualità di ciò che succede prima del clic. Un feed incompleto, un prezzo non competitivo o informazioni poco chiare su disponibilità e consegna possono vanificare anche la migliore campagna. I dati idealo mostrano che gli utenti confrontano sconti, spedizioni, dettagli di prodotto, recensioni e affidabilità dello shop; il 67% è disposto a scegliere un negozio meno noto se trova convenienza. La priorità non è semplicemente portare più visite, ma rendere l’offerta comprensibile, comparabile e convincente. Il traffico qualificato arriva quando dati, prezzo e fiducia lavorano insieme.
