
02 Ott Agenti AI nell’ecommerce: automatizzare amministrazione e fisco
Per molti ecommerce, una parte rilevante del lavoro quotidiano resta ancora assorbita da fatture, corrispettivi, riconciliazioni e scambi con il commercialista. Ne abbiamo parlato con Alessandro Cesarini, CEO di Gestisco Italia, approfondendo come automazione e agenti AI possano ridurre le attività manuali e rendere più fluida la gestione amministrativa di un negozio online.
Quanto lavoro amministrativo può essere realmente delegato oggi agli agenti AI in un ecommerce?
Oggi una Architettura AI può azzerare comodamente tutte le pratiche burocratiche che riguardano processi interni e processi fiscali. Ma questa non è una notizia. Tutti quanti hanno capito quali potenzialità abbia l’AI e con quale velocità cresca la sua efficacia. Così come, al tempo stesso, aumentano anche i paletti normativi e gli obblighi con l’AI act che da questo punto di vista è un punto di non ritorno. La vera sfida è creare una Architettura AI che sia nel pieno controllo dell’azienda, capace cioè di svilupparsi in un ambiente controllato e proprietario, dove dati, informazioni, output e le risposte elaborate attraverso questi asset, risiedono in un environment di cui l’azienda ha il pieno controllo, senza che ciò comporti la necessità di portare a bordo personale dedicato, senza che ciò comporti (per l’imprenditore) diventare ANCHE esperti di AI e senza investimenti di tempo. Per fare questo è necessario che gli agenti sappiano dove trovare le fonti interne e esterne, e sappiano quando “passare il pallone” allo staff aziendale nel momento in cui non è più che sicuro di ciò che sta elaborando. Questa è l’evoluzione del processo addestrativo, dove gli agenti imparano a colmare le proprie lacune e a migliorare il loro lavoro, mentre chiedono “aiuto” ai colleghi umani e imparano grazie a come l’essere umano gestisce eccezioni e problemi. Ma per mettere le basi di tutto questo, occorre naturalmente una piattaforma professionale che getti le fondamenta di tutto questo.
Cosa cambia quando ordini, documenti fiscali e commercialista iniziano a comunicare in modo automatico?
Senza esagerare, si può davvero puntare a entrare in una nuova era imprenditoriale. Mettere insieme questi dati, senza sovrastruttura di dati e Business Intelligence, come accadeva fino a pochi anni fa, significa non solo potersi dedicare interamente alla parte commerciale, strategica e creativa che esalta l’imprenditore e rende il suo lavoro più motivante e stimolante, ma significa anche avere il controllo totale sui dati previsionali, avere una governance completa sui flussi di cassa, sulla marginalità, sulla liquidità aziendale, sul mese fiscale e tanto altro. Significa avere tutti gli strumenti già pronti per aderire perfettamente a tutte le severissime leggi sulla Crisi d’impresa che rimandano al Controllo di Gestione, mentre il Commercialista può liberarsi dalle incombenze relative ai promemoria degli adempimenti fiscali per diventare (finalmente) un partner che osserva da dietro le quinte la situazione, per dare all’imprenditore consigli utili, o affrontare proattivamente e attivamente problemi di Business. Tutte cose inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa, che solo le grandissime aziende, con importanti bacini di risorse, potevano permettersi di avere. Anche il rapporto con il fisco diventa più lineare, perché un ambiente controllato azzera errori e imprecisioni, con un ovvio beneficio sul piano delle sanzioni e degli imprevisti.
In quali ambiti gli ecommerce stanno investendo troppo e in quali, invece, stanno investendo ancora troppo poco?
L’AI è un grande supermarket in questo momento. È come un buffet a bassissimo costo offerto a una folla di avventori affamati. È inevitabile, ed è assolutamente normale che gli imprenditori cerchino di approfittarne adottando tecnologie AI non sempre in modo strategico. Vuoi per curiosità, vuoi perché la competizione spinge in questa direzione, vuoi perché l’illusione di poter lavorare di meno e avere più clienti è troppo grande e attraente da poterle resistere. Ed ecco che basta entrare un attimo in Meta per mettere a posto una sponsorizzata (ad esempio), per essere letteralmente travolti da pubblicità di grandi aziende di sviluppo e micro startup sconosciute che promettono sistemi di Agenti che rispondono al telefono, che compilano il CRM da soli, che rispondono ai Whatsapp. Sembra davvero che per fare business oggi si possa smettere di lavorare e di pagare stipendi. Ma la realtà è che tutta questa offerta (per quanto supportata quasi sempre da aziende serie con ottime idee e ottime soluzioni) diventa inutile, e può trasformarsi persino in qualcosa di deleterio, se prima non viene data armonia e organicità ai processi che rappresentano la colonna portante di ogni azienda. Ecco perché l’occasione enorme che si presenta oggi a un’impresa che gestisce un e-commerce, è quella di mettere a posto prima le fondamenta dell’attività, ovvero i processi di backoffice, di contabilità, i processi fiscali e bancari ANCHE attraverso agenti AI, realizzando un’architettura di backend capace di cambiare già da sola la vita di un’imprsa. Fatto questo, diventa perfettamente sensato innestare nell’architettura stessa ulteriori entità AI, capaci di aumentare la produttività e ampliare qualità e operatività del Customer Management, esattamente come si fa e come si faceva con i Plugin di WordPress, di Shopify e dei motori E-commerce. L’analogia è perfetta. Prima si crea il motore e-commerce, poi si inseriscono i plugin per migliorare alcuni ambiti del motore stesso. Nella medesima misura, prima si mettono a posto i processi interni e contabili, poi si aggiungono le tecnologie Agentiche per il Customer Management come fossero plugin del mio processo aziendale.
