Perché il customer care conosce il tuo ecommerce meglio di Analytics

Ecommerce Manager confronta una dashboard Analytics con le conversazioni del customer care per individuare le cause dei problemi dell'ecommerce.

Perché il customer care conosce il tuo ecommerce meglio di Analytics

Ogni Ecommerce Manager conosce questa sensazione. Si apre Analytics, si individua un punto del funnel in cui qualcosa si interrompe e si cerca una spiegazione. Gli utenti abbandonano una scheda prodotto, il checkout perde conversioni, una categoria riceve traffico ma genera pochi ordini. Il dato è evidente. La causa molto meno.

È il limite naturale di qualsiasi dato quantitativo. Analytics descrive il comportamento degli utenti con precisione crescente, ma raramente spiega le ragioni che lo hanno prodotto.

Per questo il customer care ecommerce rappresenta una fonte di informazioni diversa, non alternativa. Se Analytics racconta cosa fanno gli utenti, il customer care aiuta a capire perché lo fanno.

È una distinzione apparentemente sottile. In realtà cambia il modo in cui un Ecommerce Manager prende decisioni.

Analytics individua il sintomo, non sempre la causa

Un ecommerce genera continuamente segnali misurabili. Tasso di conversione, tempo sulla pagina, abbandoni del carrello, ricerche interne, percorsi di navigazione. Dati indispensabili perché mostrano dove il processo di acquisto incontra una difficoltà.

Ma un comportamento osservabile può avere cause molto diverse. Due utenti che abbandonano la stessa pagina possono aver preso decisioni completamente differenti. Uno non trova l’informazione che cerca. Un altro non comprende la differenza tra due prodotti. Un altro ancora non si fida delle condizioni di consegna.

Nel report questi utenti appaiono identici. Per questo Analytics individua con efficacia il sintomo, ma lascia aperta una domanda decisiva: che cosa ha spinto il cliente a comportarsi in quel modo? Una risposta che spesso non si trova nei numeri.

Le richieste al customer care raccontano ciò che il sito non è riuscito a spiegare

Una richiesta di assistenza non nasce nel momento in cui il cliente scrive. Nasce molto prima. Quando una scheda prodotto lascia un dubbio irrisolto. Quando una politica di reso genera incertezza. Quando il checkout richiede uno sforzo interpretativo. Quando una comunicazione logistica non risponde alla domanda che il cliente si sta ponendo.

Il customer care riceve solo l’ultima conseguenza di un problema che si è manifestato lungo il percorso di acquisto.

Per questo le richieste dei clienti non sono semplicemente attività operative da gestire. Sono dati qualitativi che descrivono ciò che l’ecommerce non è riuscito a comunicare autonomamente. Dove Analytics registra un’interruzione, il customer care fornisce il contesto necessario per comprenderla. Ed è proprio questo contesto che permette all’Ecommerce Manager di prendere decisioni migliori.

Quando le stesse domande si ripetono, il problema è nella progettazione dell’ecommerce

Una domanda isolata può dipendere da un caso particolare. Una domanda che continua a ripetersi racconta qualcosa di diverso. Se molti clienti chiedono la stessa informazione, il problema non riguarda più la capacità del customer care di rispondere rapidamente. Riguarda la capacità dell’ecommerce di evitare che quella domanda nasca. La differenza è sostanziale.

Una scheda prodotto che genera continuamente richieste di chiarimento probabilmente non informa abbastanza. Un checkout che produce sempre gli stessi dubbi probabilmente non guida il cliente con sufficiente chiarezza. Una comunicazione post-acquisto che genera numerose richieste sullo stato della spedizione probabilmente non riduce davvero l’incertezza del cliente.

Le richieste ricorrenti diventano quindi un indicatore progettuale. Non misurano la qualità dell’assistenza. Misurano la qualità dell’ecommerce.

Governare le cause è più efficace che gestire gli effetti

Ogni ecommerce può scegliere come investire le proprie risorse. Può aumentare la capacità del customer care di gestire un numero crescente di richieste. Oppure può usare quelle stesse richieste per individuare i problemi che le generano e ridurne progressivamente la frequenza.

È un trade-off che riguarda il governo operativo dell’ecommerce. Nel primo caso si migliora la gestione delle conseguenze. Nel secondo si migliora il sistema.

Per un Ecommerce Manager significa leggere il customer care come una fonte di informazioni manageriali, non come un semplice centro di costo operativo. Le domande ricorrenti diventano segnali che orientano le priorità di intervento: una scheda prodotto da riscrivere, una fase del checkout da semplificare, una comunicazione da rendere più chiara, un processo da riprogettare.

L’obiettivo non è rispondere meglio. È fare in modo che quella risposta diventi sempre meno necessaria. Analytics continuerà a essere uno strumento indispensabile per osservare il comportamento degli utenti. Ma i numeri, da soli, raramente spiegano le motivazioni che li hanno prodotti.

Il customer care non è solo il reparto in cui i problemi vengono risolti. Per un Ecommerce Manager può diventare uno degli strumenti più efficaci per individuare e correggere le cause prima che si trasformino, ancora una volta, in richieste di assistenza.

Autore

  • Dal 2015 sono il Responsabile dell'Ufficio Stampa di Ecommerce HUB. In questo ruolo mi occupo di coordinare tutte le attività di PR con la stampa e di promuovere l'immagine dell'evento attraverso interviste, dirette e altri contenuti.

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