Politica dei resi nel commercio elettronico, secondo Giovanni Maria Riccio

giovanni maria riccio

Politica dei resi nel commercio elettronico, secondo Giovanni Maria Riccio

Giovanni Maria Riccio è una vecchia conoscenza di Ecommerce HUB. Già nell’edizione 2015 dell’evento fu fra i relatori. Anche nella seconda edizione Riccio affronterà la parte legale del commercio elettronico. Professore associato di Diritto comparato, insegna Diritto europeo e comparato presso l’Università di Salerno. Nella sua carriera ha assistito e tuttora assiste imprese nazionali e multinazionali in questioni relative al diritto delle tecnologie e della proprietà intellettuale. È autore, fra l’altro, di numerose pubblicazioni.

Quest’anno, il professor Riccio parlerà di Politica dei resi e obblighi di informazioni. Intervistiamolo insieme.

giovanni maria riccio

eh!: Anche quest’anno il commercio elettronico cresce e recenti ricerche mostrano che oltre la metà dei cittadini europei ha acquistato almeno una volta online. Quali sono gli elementi su cui puntare per emergere nel mercato online?

Giovanni Maria Riccio: Effettivamente, da anni si registra una crescita continua a livello europeo, ma anche nazionale, del commercio elettronico. Le ragioni sono molteplici e spesso concatenate. Da un lato l’accresciuta fiducia, dall’altro un quadro giuridico sicuro. Per la verità, per quanto ne so, i numeri importanti si registrano sulle grandi piattaforme, come Amazon, dove gli utenti si sentono maggiormente tutelati. Tuttavia, il rischio è per i piccoli è quello di essere necessariamente presenti su queste piattaforme – perché sono le uniche sulle quali i consumatori fanno acquisti – e di dover aderire alle condizioni applicate dai gestori delle piattaforme, senza alcun margine di negoziazione.

eh!: Di cosa parlerai durante il tuo intervento a Ecommerce HUB 2016?

G.M.R.: In estrema sintesi, parlerò degli obblighi normativi delle imprese che vendono on-line, con uno specifico focus sui termini per la restituzione dei prodotti e sui i costi associati al recesso.

eh!: In un settore, specie in Italia, dove si acquista poco per il timore di truffe, quanto la politica dei resi tutela l’esercente e quanto l’acquirente?

G.M.R.: Il diritto di recesso è stato inserito dalla legislazione comunitaria, a partire dalla direttiva n. 7 del 1997, per sopperire alla difficoltà dei consumatori di acquistare un bene senza poterlo concretamente visionare. L’obiettivo è quello di bilanciare le asimmetrie informative che sussistono tra chi vende e chi acquista. Tuttavia, il recesso serve anche come strumento per invogliare i consumatori a fare acquisti. Pensiamo al settore dell’abbigliamento: la possibilità di restituire un bene acquistato è uno strumento che favorisce i consumatori, ma anche le imprese, che difficilmente venderebbero diversamente i loro prodotti.

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