Ecommerce Legale: la fiducia parte dalle regole

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Ecommerce Legale: la fiducia parte dalle regole

Nell’ecommerce, la fiducia è tutto – e spesso parte dalle regole. Floriana Capone, Avvocato dell’Ecommerce e CEO di Ecommerce Legale, spiega come la conformità legale sia oggi una leva strategica di crescita. Dalla registrazione del marchio alla stesura di termini e condizioni personalizzati, fino alla corretta gestione di privacy e cookie, ogni dettaglio giuridico contribuisce a costruire credibilità e proteggere il business. Con anni di esperienza e una visione che unisce diritto e strategia, Floriana aiuta imprenditori e retailer digitali a trasformare la compliance da obbligo a vantaggio competitivo, rafforzando reputazione e fiducia verso i clienti.

Molti imprenditori digitali sottovalutano gli aspetti legali. Quali sono i tre errori più comuni che rischiano di far perdere clienti e minare la credibilità di un ecommerce?

I tre errori che vedo più spesso sono sempre gli stessi, e hanno un impatto diretto sulla fiducia dei clienti. Il primo è non registrare il marchio: significa crescere su un nome che non è davvero tuo, con il rischio che qualcun altro lo registri e ti blocchi. Il secondo è copiare termini e condizioni: un B2B che copia da un B2C, ad esempio, finisce per riconoscere resi non dovuti o gestire male le garanzie, perdendo soldi e credibilità. Il terzo è trascurare privacy e cookie: campagne bloccate, sanzioni e clienti che si sentono traditi. Tre errori apparentemente piccoli, ma che rischiano fortemente di compromettere la crescita, o addirittura bloccarla.

Se dovessi dare un consiglio immediato a chi sta aprendo un negozio online, da dove dovrebbe partire per proteggere davvero il proprio brand?

Direi di partire da tre passi concreti e immediati. Il primo è registrare il marchio: è il tuo nome, la tua identità, l’asset che ti accompagnerà in ogni fase. Il secondo è scrivere termini e condizioni su misura, che rispettino la legge ma soprattutto ti difendano da resi indebiti e da reclami gestiti male. Il terzo è mettere in regola privacy e cookie, perché la fiducia dei clienti inizia da lì: sapere che i loro dati sono trattati in modo trasparente è un vantaggio competitivo enorme. Sono basi semplici ma decisive: con questi tre mattoni, l’ecommerce ha fondamenta solide e può crescere senza paura di inciampare nei primi ostacoli.

Nel contesto dell’ecommerce, cosa significa per voi lead the change e in quale direzione dovrebbero muoversi le aziende per restare protagoniste?

Per me lead the change significa avere il coraggio di anticipare le regole, non subirle. Troppo spesso le aziende aspettano che arrivi la multa o la crisi reputazionale per reagire. In realtà, chi guida il cambiamento usa la compliance come leva strategica: non un obbligo, ma un vantaggio competitivo. Vuol dire registrare un marchio prima di lanciarlo, non dopo. Vuol dire scrivere termini e condizioni che proteggano davvero il business, non copiare quelli di qualcun altro. Vuol dire impostare la privacy come parte del marketing, non come un fastidio burocratico. Le aziende protagoniste sono quelle che sanno che fiducia e credibilità sono la nuova valuta dell’ecommerce. E la costruiscono giorno dopo giorno, anche con le regole.

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  • Dal 2015 sono il Responsabile dell'Ufficio Stampa di Ecommerce HUB. In questo ruolo mi occupo di coordinare tutte le attività di PR con la stampa e di promuovere l'immagine dell'evento attraverso interviste, dirette e altri contenuti.

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