Indagine annuale sull’ecommerce 2017

Indagine annuale SEMrush ecommerce 2018

Indagine annuale sull’ecommerce 2017

Chiuso il 2017, se ancora non l’avete fatto anche grazie al nostro calendario ecommerce 2018, è arrivato il momento di mettere in campo una nuova strategia per il vostro ecommerce. Per una strategia vincente, tuttavia, è necessario avere chiara la situazione di partenza. Nel caso dell’ecommerce, buona parte della strategia si basa sui numeri.

Per questo motivo, l’Indagine annuale di SEMrush sull’ecommerce 2017 rappresenta un ottimo punto di partenza. Innanzitutto per capire quali sono gli ultimi trend nel mondo del commercio elettronico. In secondo luogo per capire cosa stanno facendo i competitor nei rispettivi settori di competenza. La ricerca di SEMrush, infatti, si basa su un campione di circa 8.000 ecommerce che operano negli Stati dove opera Google. Per coprire ogni ambito, e garantire alla ricerca anche una media di risultati attendibile, sono stati scelti siti di ecommerce che operano in tredici differenti categorie merceologiche. Vediamo, quindi, quali sono i punti salienti.

Fonti di traffico sui siti di ecommerce

Il traffico è uno dei fattori principali per un ecommerce. Secondo la ricerca, per il 42,18% la sua provenienza deriva dagli accessi diretti, cioè del traffico derivato da utenti che digitano direttamente l’indirizzo dell’ecommerce. Un’altra grande fetta, il 40,1%, proviene dalla ricerca, cioè dal traffico generato attraverso i motori di ricerca. Da soli, questi due vettori generano l’82,28% del traffico totale. La restante parte è divisa fra i referral (8,61%), cioè dai link verso l’ecommerce, le attività di advertising (6,19%) e i social network (2,92%).

Fonti di traffico su ecommerceLa netta predominanza del traffico diretto è, con ogni probabilità, il frutto della fedeltà che gli utenti hanno verso il campione di brand analizzati. Il traffico generato dai motori di ricerca, invece, suggerisce ai proprietari di ecommerce di investire le proprie risorse nell’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca. Ciononostante, non devono essere trascurate le altre attività, che sono ugualmente importanti al fine di strutturare una strategia vincente.

Distribuzione del traffico organico per dispositivo

L’analisi della distribuzione del traffico organico fra i dispositivi mobile e i desktop ha curiosamente evidenziato una prevalenza per la seconda tipologia di dispositivi. Il 56,98% del traffico organico diretto verso gli ecommerce, infatti, è stato realizzato attraverso un computer desktop. Questa tendenza, secondo i ricercatori, è frutto degli approfondimenti che gli utenti fanno sui prodotti, solitamente adottando un computer, prima di acquistare.

Dispositivi che generano traffico sugli ecommerceTuttavia, come ricorda lo studio, le ricerche da dispositivi mobile sono cresciute così tanto, che Google ha iniziato a implementare l’indicizzazione cosiddetta mobile-first. Con questa espressione si indica la priorità sul traffico proveniente da dispositivi mobile. Per questo motivo, gli ecommerce devono da un lato garantire buone performance da desktop, ma, allo stesso tempo, ottimizzare le versioni mobile dei propri siti.

Caratteristiche delle SERP relative all’ecommerce

Un aspetto molto interessante della ricerca riguarda le caratteristiche che un ecommerce deve avere, per posizionarsi nelle prime venti posizioni. I risultati sono molto interessanti. Nel 57,93% dei casi, per esempio, i primi venti risultati sono caratterizzati da ecommerce dotati di sistemi di recensioni. Un altro aspetto interessante, riguarda la presenza di siti dotati di immagini, pari al 41,68% del totale. Infine, terzo aspetto interessante, è la presenza di ecommerce che per il 48,69% del totale presentano annunci nella parte bassa.

caratteristiche della SERP rispetto agli ecommerceQuesti risultati, anche se sono soltanto indicativi, consigliano per una strategia di posizionamento sui motori di ricerca di incorporare un sistema di recensioni, fare uno di immagini e di annunci nella parte bassa delle pagine web. Scelte che, comunque, devono essere attentamente valutate nell’ambito di una strategia di marketing più ampia.

Tendenze negli annunci dell’ecommerce

Come visto, il 6,19% del traffico totale risulta proveniente dal traffico a pagamento. E, sebbene il dato non si altissimo, è comunque una componente fondamentale. Per questo, gli annunci a pagamento devono essere utilizzati in maniera strategica. Dalla ricerca è emerso che almeno il 50% delle aziende del campione spende fino a 1.000 dollari in annunci. Il 15% arriva a spendere fino a 5.000 dollari, il 7% fino a 10.000 dollari, il 16% fino a 50.000 dollari e il 12% oltre tale numero. In ogni caso, risulta evidente che la mole di investimenti in questo senso comporta l’ottimizzazione dei contenuti pubblicitari.

Investimenti ads ecommerce

Gli annunci ecommerce secondo i dispositivi

Innanzitutto per quanto riguarda i dispositivi verso cui veicolare l’advertising. La crescita del traffico veicolato attraverso dispositivi mobile si rispecchia negli investimenti per gli annunci. La ricerca, infatti, mostra una netta prevalenza dei dispositivi mobile, che riguardano l’85,39% degli annunci. Fra questi, i dispositivi maggiormente impiegati sono gli smartphone Android (27,64%), seguiti dai tablet iOS (22,20%), i tablet Android (18,97%) e gli smartphone iOS (16,58%).

Il testo negli annunci a pagamento per ecommerce

L’attenzione, poi, deve essere rivolta anche al testo impiegato negli annunci. In Italia la ricerca ha mostrato una netta prevalenza della frase “sito ufficiale”. A seguire, la seconda frase più popolare è “scopri”, seguita da “acquista online” e “miglior prezzo”. A differenza che negli Stati Uniti, dove “free shipping” risulta essere la frase più popolare, in Italia “spedizione gratuita” galleggia a metà classifica.

Un altro aspetto interessante dell’annuncio a pagamento sono le garanzie offerte. Da questo punto di vista, in Italia l’espressione più popolare è “miglior prezzo garantito”. A seguire, troviamo “garanzia di rimborso”, “anni di garanzia”, “100% garanzia” e “qualità garantita”.

Nella call-to-action, cioè nell’invito a compiere un’azione che l’azienda rivolge al cliente, la frase più utilizzata è “acquista ora”. In seconda posizione, poi, troviamo “acquista ora”, “prenota ora”, “ora online” e “scopri ora”.

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