Claudio Gagliardini: e-commerce non per tutti

ecommerce hub salerno

Claudio Gagliardini: e-commerce non per tutti

Romano, classe 1970, Claudio Gagliardini è un esperto di Web Marketing, Social Media e comunicazione online. Si occupa principalmente di strategie di comunicazione e marketing, con particolare riferimento ai settori del turismo, del food, dell’automotive e del real estate. Fra i relatori dell’E-Commerce Hub, lo abbiamo intervistato per capire alcuni meccanismi del commercio elettronico e di cosa ci parlerà a E-Commerce Hub, il prossimo 14 novembre.

Claudio Gagliardini

Chi può avvicinarsi al commercio elettronico? Perché dovrebbe farlo?

Domanda molto complessa. In teoria qualsiasi azienda, perché il commercio elettronico è solamente un mezzo, proprio come un negozio fisico. Però sappiamo bene che non tutte le aziende possono permettersi un negozio, nella realtà della strada come nella solo apparente virtualità della rete.

Quindi chi e perché? La risposta è sorprendentemente semplice, forse banale: possono avvicinarsi al commercio elettronico le aziende che venderebbero senza fatica i loro prodotti o servizi in un negozio fisico. Di più: quelle aziende che, se ne avessero la possibilità, aprirebbero un negozio fisico in ogni città, perché la loro offerta ha mercato e non avrebbero difficoltà a scalare su mercati più ampi.

Demotivante? Forse un tantino, ma un e-commerce che abbia l’aspirazione di reggersi in piedi deve avere questa consapevolezza: il web non fa miracoli, se non quello di accorciare le distanze e di mettere in contatto la domanda con l’offerta. Quello che funziona in rete, dunque, è tutto ciò che ha una domanda, purché ad essa si sappia rispondere con un offerta a prova di mercato globale: pronta, chiara, conveniente (non necessariamente e solo dal punto di vista economico), facile da accedere, sicura, autorevole e semplice da sottoscrivere.

Sul perché non credo di dover aggiungere altro, se non che la rete è un luogo sconfinato, frequentato da miliardi di persone in tutto il mondo, sempre più disposte a non recarsi in un negozio fisico per acquistare, se farlo via web è più semplice e altrettanto soddisfacente.

Quanto è importante la formazione nel commercio elettronico?

Molto, come e più che in altri settori, in cui rimanere indietro di qualche metro non significa lasciare per strada migliaia di euro ogni giorno. Chiunque abbia a che fare con la rete sa bene quanto valga conoscere gli strumenti e le loro evoluzioni, che possono offrire nuove opportunità o rappresentare rischi da evitare o da contenere.

Per questo ci si rivolge spesso ad agenzie e consulenti esterni: per dribblare il problema e per sentirsi in mani sicure, ma bisogna tener presente una cosa: se non si conosce, anche senza saper fare in prima persona o senza averne il coraggio, demandare completamente è quasi rischioso come non fare affatto. Non perché agenzie o consulenti non siano in grado di fare, ovviamente, ma perché la strada che ci faranno imboccare sarà per noi un tunnel oscuro nel quale non sapremo muoverci se non sotto la loro guida, e se un giorno dovessimo decidere di cambiarla non sapremmo più orientarci.

Di cosa parlerai all’Ecommerce HUB?

Social media: come si usano e a cosa servono. Ha davvero senso parlare di Social Media Marketing, oppure si tratta soltanto di un affascinante ossimoro, che porta le aziende fuori strada e le convince che i media sociali siano canali come gli altri, sui quali si può prendere in mano il megafono e gridare le proprie offerte e i propri prodotti?

I social sono luoghi di relazione e di interazione, in cui l’imperativo è coinvolgere. Per farlo bisogna saper attrarre, accogliere, dedicare tempo e attenzione a quelle che, sempre più, bisogna imparare a definire persone, piuttosto che utenti, consumatori o clienti.

Business to Business e Business to Consumer sono definizioni superate e ormai inefficaci. All’E-Commerce Hub cercherò di tracciare un percorso per trasformare l’approccio delle aziende, tanto più di quelle che vendono in rete, in Human to Human, utilizzando i media sociali come piattaforme di relazione, di comunicazione e di interazione.

Perché vendere è sempre più questo: comunicare e relazionarsi, coinvolgere e condividere qualcosa in più rispetto alla mera informazione sui prodotti e servizi offerti.

1 Comment

0