L’impatto dell’AI sul mondo dell’ecommerce

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L’impatto dell’AI sul mondo dell’ecommerce

È trascorso un anno da quando, il 3 novembre 2022, veniva lanciato sul mercato ChatGPT. Non la prima forma di intelligenza artificiale, né, forse, quella più potente in assoluto. Sicuramente, quella che ha avuto il maggiore impatto sul mondo del marketing e, in particolare, su quello del marketing applicato all’ecommerce. Perché, seppure la piattaforma di OpenAI non possiede record, ha imposto nell’immaginario collettivo l’idea di integrare nelle proprie strategie l’Intelligenza Artificiale. Da quel momento, almeno in Italia, l’intera filiera è cambiata per sempre, rivoluzionando il rapporto che i professionisti del settore hanno con alcuni compiti della loro attività. Brainstorming, storytelling, Customer Care, Graphic Design, Coding. Non c’è un ambito che, in un modo o nell’altro, non abbia subito cambiamenti importanti.

Alcuni dati generali relativi all’Intelligenza Artificiale

L’impatto è testimoniato non solo da sensazioni soggettive, ma anche da dati oggettivi. Già nei primi cinque giorni dal debutto di ChatGPT, secondo Statista, un milione di persone avevano utilizzato la piattaforma di OpenAI. Di questo ne hanno beneficiato anche altre piattaforme di AI, come Midjourney, DALL-E e altre ancora.

statista AI

Tra i settori che maggiormente hanno beneficiato di questa novità, sempre secondo Statista, c’è quello tecnico: oltre 250 aziende di questo ambito hanno scelto ChatGPT per integrarlo nelle loro funzioni aziendali. A seguire, con 200 aziende, c’è il settore dell’istruzione e, a seguire, quello dei servizi finanziari (98), manifatturiero (89), finanziario (44) e così via. Numeri che vanno via via crescendo perché, come spiegato da un sondaggio di Forbes Advisor, il 64% delle aziende ritiene che attraverso l’AI può ottenere un aumento della produttività.

Quel che è certo, però, è che già oggi l’AI sta avendo impatti talmente significativi da spostare gli equilibri economici-finanziari. Secondo uno studio dell’Antec-Assinform, associazione di Confindustria che rappresenta le aziende di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il mercato dell’intelligenza artificiale nel 2022 ha raggiunto un volume di 422 milioni di euro, in crescita del 21,9 rispetto all’anno precedente. I margini di crescita, però, sono ancora grandissimi: lo stesso studio prevede, entro il 2025, che venga raggiunto un fatturato di 700 milioni di euro, con una crescita media del 22% annuo. Dati più generali, poi, hanno previsioni ancor più interessanti: secondo Goldman Sachs Research, entro il 2033, l’AI farà registrare un aumento del PIL globale del 7%.

L’impatto dell’AI sull’ecommerce, secondo gli esperti

L’impatto, inevitabilmente, è stato registrato anche nell’ambito del commercio elettronico. In questo senso, basta guardare al numero di tool basati su AI, che sono nati nell’ultimo anno per comprendere la portata del fenomeno. Lo testimonia, tra gli altri, uno dei maggiori esperti di AI in Italia: «[La principale rivoluzione è] la democratizzazione di moltissime attività di marketing per chi deve gestire un commercio elettronico – spiega Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e innovazione – Attività che prima richiedevano competenze tecniche e che ora sempre più saranno alla portata di chiunque saprà descrivere, con dovizia di particolari, quello che vuole ottenere. A partire dalle funzioni text to code che già oggi permettono di trasformare la descrizione in linguaggio naturale di un sito in un sito web funzionante».

La situazione, però, non è totalmente rosea: «Dopo un anno è già passata un’era geologica. Abbiamo ancora una visione magica dell’AI, una grande cappello a cilindro da cui escono cose che sembrano magiche. La maggior parte delle persone usa l’intelligenza artificiale come un sistema autonomo e chiede all’AI di essere contemporaneamente un modello linguistico, un interprete e una fonte della verità. L’idea dell’AI come un grande oracolo è sbagliata – avverte Giovanni Cappellotto, consulente ecommerce e retail – Si inizia oggi a comprendere che i modelli più utili sono quelli che producono dati attendibili, dialogando con i dati che già abbiamo. Vuol dire combinare le conversazioni e le indagini, tradurle in query che funzionino con gli archivi dei motori di ricerca, recuperare le informazioni, riorganizzarle e restituirle come conversazioni. Vuol dire sviluppare delle competenze di gestione di questi nuovi strumenti di programmazione e valutare (e fare pagare) la competenza, visto che il lavoro pagato a ore muore con l’AI».

«La rivoluzione visibile dell’AI nell’e-commerce è una richiesta sempre maggiore di servizi legati all’AI da parte dei brand che inizialmente pensano di risparmiare risorse. Che è vero solo per alcuni aspetti. Generare i metadati con l’AI ha senso se lo si fa con i dati già in nostro possesso, altrimenti si fanno dei danni incredibili – spiega Giorgio Taverniti, Founder di Search On Media Group – Noi lavoriamo su questo e posso affermare che l’AI senza una guida distrugge i posizionamenti conquistati. Quindi la cosa più visibile è un grande interesse verso la tematica che porterà a ciò che oggi è invisibile: la mentalità AI First. Ad oggi l’AI viene vista come una cosa da appiccicare, ma così come molti gestionali stanno iniziando a integrarla nativamente la rivoluzione che non si vede è una ricollocazione delle competenze. Nell’e-commerce nascerà ben presto l’AI Strategist che farà da system integrator con tutto il resto. Ma l’AI non è un qualcosa dove si preme un pulsante e funziona. È da progettare con il cervello. Per questo motivo la mentalità AI First è ciò che sta arrivando. Insomma, so che in tanti pensano che le più grandi opportunità le avremo sulla generazione dei testi, ma non è vero. Anche la generazione delle immagini sta cambiando già ora i processi. Non solo, vogliamo parlare dell’analisi dei dati con tutta la personalizzazione del percorso utente? L’AI non è solo AI Generativa. Ciò che è una rivoluzione sottopelle è che stiamo vivendo una rivoluzione nelle strategie e nelle competenze. Sta cambiando tutto. Ma si vede ancora poco».

L’impatto dell’AI sull’ecommerce, secondo ChatGPT

Per alcuni può essere soltanto un gioco e, nel caso, invitiamo a passare direttamente al paragrafo successivo. Tuttavia, ci sembrava doveroso chiedere un parere anche al protagonista di questa riflessione, ChatGPT: «Secondo me, una delle principali rivoluzioni indotte dall’Intelligenza Artificiale (AI) nel commercio elettronico è stata l’ottimizzazione delle esperienze di shopping online attraverso la personalizzazione e la raccomandazione avanzata di prodotti. Grazie all’AI, i rivenditori online sono in grado di analizzare grandi quantità di dati sui comportamenti degli utenti, le preferenze di acquisto e le tendenze di mercato. Queste informazioni vengono utilizzate per creare profili personalizzati per ogni utente, consentendo di offrire raccomandazioni di prodotti altamente pertinenti. Inoltre, l’AI viene utilizzata per migliorare l’efficienza delle operazioni di gestione degli stock, previsione della domanda e gestione delle scorte. Ciò aiuta i rivenditori a ottimizzare l’approvvigionamento e a ridurre al minimo i problemi legati alla sovra-stoccaggio o alla mancanza di prodotti in magazzino. Un’altra importante rivoluzione è stata nell’automatizzazione del servizio clienti attraverso l’uso di chatbot e assistenti virtuali alimentati da AI. Questi strumenti sono in grado di gestire le richieste dei clienti in modo rapido ed efficiente, fornendo risposte accurate e aiutando a migliorare l’esperienza complessiva. Infine, l’AI è stata utilizzata per ottimizzare la pubblicità online e le strategie di marketing, consentendo ai rivenditori di raggiungere gli utenti con messaggi altamente mirati e personalizzati. Tutti questi sviluppi hanno contribuito a migliorare l’esperienza di shopping online per i consumatori, aumentando la soddisfazione del cliente e migliorando le prestazioni dei rivenditori nel commercio elettronico». Nulla di nuovo, insomma, ma un buon riassunto dell’importanza che sta assumendo questo strumento per i merchant.

Gli strumenti di AI a disposizione dei merchant

Anche nell’ultima ricerca della Casaleggio Associati, I Partner delle aziende Ecommerce, in cui si vanno ad analizzare i principali servizi a disposizione dei merchant, emerge una forte presenza di AI: «Nell’ultimo anno – si legge proprio nell’introduzione della ricerca – l’Intelligenza Artificiale ha dato nuovo impulso alla disponibilità di servizi presenti sul mercato che possono creare vantaggi competitivi importanti».

Qualche esempio? La SEO è uno di questi, indubbiamente: «L’Intelligenza Artificiale avrà un grande impatto su questo settore e stanno quindi iniziando ad entrare sul mercato nuovi strumenti – sottolineano i redattori – come Wordlift (per creare e ottimizzare i knowledge graph del sito), SEO.ai e Frase (per redigere testi ottimizzati) e Alli AI (ottimizza il sito tramite una Chrome extension che bypassa il CMS)». Il ruolo dell’AI, poi, è centrale anche nel mondo dell’advertising: «L’Intelligenza Artificiale sta infine dando un nuovo sprint al settore della promozione online – si legge nella ricerca – in particolare per le creatività pubblicitarie come Adcreative (che promette tassi di convesione 14 volte le creatività non supportate da dati), Memorable Ad Maker, Clickable.so, TryPencil (per creare anche video in modo automatizzato. L’evoluzione AI sta portando anche strumenti di ottimizzazione come consulente per media buyer Madgicx, che consiglia come ottimizzare le proprie campagne online leggendo direttamente le campagne gestite su Google e Facebook».

Anche il Customer Service ha beneficiato di nuovi strumenti: «Le aziende che hanno voluto automatizzare il processo per poterlo offrire a una platea più ampia hanno recentemente inziato ad adottare sistema di Intelligenza Artificiale per gestire le conversazioni con i clienti – sottolinea il report – Oltre alle soluzioni integrate nei sistemi CRM più completi come Hubspot, Pipedrive e Zendesk, esistono sul mercato anche sistemi di chat che permettono l’inserimento del servizio direttamente nelle pagine del proprio sito Ecommerce come Oct8ne, LiveChat (integrato con le principali piattaforme Ecommerce), Tidio Chat (con risposte anche AI, Proprofs, Olark, Freshchat e Tiledesk».

A tutto questo, poi, si aggiungono tutte quelle “tecnologie di frontiera”, come vengono descritte dal report. Per esempio, quelle che agiscono nell’ambito del Conversational Commerce: «A differenza delle tradizionali interfacce utente, il Conversational Commerce permette ai consumatori di interagire con i marchi attraverso dialoghi naturali, spesso guidati da Intelligenza Artificiale – si sottolinea – e grazie all’analisi in tempo reale delle conversazioni, i sistemi possono offrire raccomandazioni di prodotti e risposte personalizzate basate sul contesto e sulle preferenze dell’utente». Altro caso, poi, è la capacità di generare testi e immagini tramite l’AI: «La capacità generativa dell’Intelligenza Artificiale ha permesso lo sviluppo di molti servizi dedicati alla creazione di contenuto con un tone of voice o una brand identity prefissata dall’esercente – conclude la ricerca – Questo ha permesso l’emergere di servizi come uNaice (che analizza i testi e li crea in modo continuo per ogni canale di pubblicazione che sia promozionale, marketplace o altro con le caratteristiche necessarie in tutte le lingue), o PixelCut, Booth AI, Photo AI, Unbound, Magic Studio, Pebblely (che creato immagini dei prodotti di diversi contesti con AI, Contents o ancora ZEG, Restream, Predis, Oxolo (per realizzare dei video dei propri prodotti con AI). Sul fronte delle recensioni Amazon ha messo a punto un sistema che fonisce un riassunto di tutte le recensioni dei clienti. Infine stanno emergendo sempre più sistemi per scrivere articoli da pubblicare sul proprio sito con finalità SEO come SEO.ai, Seowriting, SEOCopy, Frase.io o Neuroflash».

Autore

  • Marco Di Bello

    Dal 2015 sono il Responsabile dell'Ufficio Stampa di Ecommerce HUB. In questo ruolo mi occupo di coordinare tutte le attività di PR con la stampa e di promuovere l'immagine dell'evento attraverso interviste, dirette e altri contenuti.